< Domanda biblica su Osea
D: Qual è la struttura generale del libro di Osea?
R: Ecco una struttura generale di Osea 1-3
1-3 La famiglia di Osea come allegoria
-1-2:1 L’infedeltà di Israele
--1:3-9 Dio disperderà, senza pietà, coloro che non sono il Suo popolo
--1:10-2:1 Dio radunerà, con misericordia, coloro che sono il Suo popolo
-2:2-13 Il rimprovero e il giudizio di Dio
-2:14-3:5 Dio la richiamerà a sé e avrà pietà
--2:14-2:23 Dio richiama a sé gli Israeliti
--3 Osea riscatta sua moglie dalla schiavitù
Per i capitoli 4-14, i commentatori dividono Osea in due modi diversi: 1 rimprovero e rimproveri multipli.
Un unico rimprovero: ecco un esempio di schema
4:1-6:3 L’infedeltà di Israele
6:3-10:15 Il rimprovero e il giudizio di Dio
11-13 La misericordia di Dio
- 14 Ritorno a Dio, che è pieno di misericordia
Un grave difetto di questo approccio è che i passaggi sulla misericordia di Dio si trovano in 5:15-6:3 e 11:8-11, mentre quelli sul giudizio di Dio sono in 11:12-13:16.
3 Rimproveri: ecco una sintesi di quanto detto.
1-3 La famiglia di Osea come allegoria
1:2-9 Le accuse e le punizioni
1:10-21 Il Signore ristabilirà il suo popolo
2:2-13 Le accuse e le punizioni
2:14-3:5 La redenzione del Signore e di Osea
4-6:3 L’accusa di non aver riconosciuto Dio
4:1-5:14 Le accuse e i giudizi
4 - Contro il popolo
5:1-5:14 - Contro i sacerdoti
5:15-6:3 Il ritorno e Dio ci guarirà
6:4-11:11 Accusa di aver violato l’alleanza di Dio
6:4-11:7 Le accuse e i giudizi
11:8-11:11 La redenzione compassionevole di Dio
11:12-14:9 Accusa di infedeltà verso il Signore
11:12-13:16 Le accuse e le sentenze
14 Pentitevi e Dio vi accoglierà
D: In Osea, qual è il punto centrale del libro?
R: Anziché concentrarsi sulla saggezza di Dio, come fanno i Proverbi e altri libri, o sul giudizio di Dio, come fanno Obadiah, Nahum e altri libri, Osea si concentra sulle forti emozioni di Dio. Dio ha una passione ardente, che odia il peccato, ma ama ancora di più i perduti. Dio si è dato grande pena, e ha fatto sì che anche Osea si desse grande pena, per illustrare a Israele lo stato attuale del loro rapporto di alleanza con Lui.
D: Quali sono alcuni degli aspetti distintivi del libro di Osea?
R: Osea è l’unico libro su un profeta del nord che parlava al popolo del nord. Alcuni nomi distintivi con cui Osea si riferisce a Dio sono «l’Altissimo», «il Santo», e fa riferimento alla loro storia, menzionando i vitelli d’oro. Naturalmente, non ci si aspetterebbe che i profeti del regno del sud menzionassero in modo prominente i vitelli d’oro.
D: Nel libro di Osea, perché in alcuni casi i numeri dei versetti differiscono di uno?
R: Il testo masoretico presenta in alcuni punti una numerazione dei versetti maggiore di uno rispetto alla Settanta. La diversa numerazione dei versetti non influisce tuttavia sul significato.
D: In Os 1,1, quando fu scritto il libro di Osea?
R: Fu scritto tra il 760 e il 720 a.C. circa. Il re Geroboamo menzionato in Osea ci è noto come Geroboamo II, di cui si parla in 2 Re 14:23-29. Geroboamo I, il primo re del regno settentrionale diviso, aveva fatto realizzare dei vitelli d’oro a Betel e a Dan affinché il popolo li adorasse invece di recarsi a Gerusalemme.
D: In Os 1,1, perché vengono menzionati quattro re di Giuda ma solo un re d’Israele?
R: Osea non lo dice. Ciò potrebbe essere stato fatto per sottolineare la legittimità dei re di Giuda rispetto a quella dei re di Israele. In altre parole, Osea non voleva conferire il titolo di re agli usurpatori del trono del regno del nord.
D: In Os 1,1-2, perché Dio ordinò a Osea di prendere in moglie una donna con queste caratteristiche, visto che in Lv 21,5,13-14 si dice che i sacerdoti non devono farlo?
R: Innanzitutto, le Scritture non dicono mai che Osea fosse un sacerdote. Dio aveva uno scopo particolare nel far agire Osea in questo modo. La moglie di Osea sarebbe stata un’allegoria vivente dell’infedeltà di Israele al proprio Dio. In altre parole, per dare a Israele un esempio concreto.
D: In Osea 1:1-2, Gomer era una donna così prima di sposare Osea o dopo?
R: Innanzitutto, cosa non è la risposta, e poi la risposta.
Non è questa la risposta: i preconcetti di molte persone li hanno portati a credere che si trattasse solo di un sogno, o che Gomer fosse in realtà una donna retta e che questa fosse solo un’allegoria. Tuttavia, le Scritture non forniscono alcun sostegno a queste aggiunte fantasiose.
La risposta: in Osea 1:2, a Osea fu comandato di sposare una moglie adultera. Da un lato, ciò potrebbe essere profetico di ciò che lei avrebbe iniziato a fare in seguito. Dall’altro lato, lei potrebbe essere stata una donna di facili costumi prima del matrimonio.
D: In Os 1:2-3, Dio sta dicendo a Osea di commettere adulterio? (Un musulmano ha affermato questo.)
R: No, Dio non ha mai detto a Osea di commettere adulterio, e Osea non ha commesso adulterio. Piuttosto, Osea sposò una donna che era stata una prostituta e che in seguito tornò a esercitare la prostituzione.
D: In Osea 1:2, gli uomini cristiani di oggi dovrebbero mai prendere in moglie una prostituta?
R: No, perché i credenti dovrebbero sposare solo altri credenti. Inoltre, immaginate che tipo di influenza spirituale la moglie avrebbe sul marito e sui figli.
Tuttavia, una persona credente può sposare qualcuno che in passato ha condotto una vita immorale ma si è pentito e si è convertito a Cristo. Tuttavia, nel farlo, occorre essere consapevoli delle numerose malattie sessualmente trasmissibili che il coniuge potrebbe avere. Alcune delle malattie da conoscere includono la clamidia, la gonorrea, la sifilide, le verruche genitali, l’herpes, il papillomavirus e l’AIDS.
D: In Osea 1:4, 6, 9, perché ai figli di Osea furono dati nomi così strani?
R: Sebbene ad alcuni bambini africani venissero dati nomi strani e negativi, come “malattia”, a causa delle loro superstizioni religiose, Osea non agiva in questo modo né per motivi culturali né per preferenze personali.
Dio disse a Osea di dare a suoi figli questi nomi strani come segno per gli Israeliti. Si potrebbe pensare che Dio fosse «ingiusto» nel costringere Osea a farlo. Dio non è ingiusto, ma agisce in modo non equo in questa vita, e Dio ha il diritto di agire così. Dio attribuiva più valore al popolo israelita che alla vita familiare di Osea. Osea non si oppose all’essere usato da Dio in questo modo speciale, e alla fine Dio renderà ogni cosa giusta ed equa.
D: In Os 1,4, cosa sappiamo della Valle di Izreel?
R: Jezreel si riferisce sia a una valle molto fertile, sia a una città ai margini della valle. La parola Jezreel significa «disperso o seminato da Dio». Ma può riferirsi a una benedizione seminata da Dio, oppure a una maledizione seminata da Dio.
Nabot era un uomo giusto, e la sua vigna si trovava a Izreel, come riportato in 1 Re 21. La forte e malvagia regina Jezabel e il debole e malvagio re Acab fecero accusare falsamente Nabot per poter impossessarsi di quella vigna di prim’ordine. In seguito, Jehu uccise Joram, figlio di Acab, a Izreel.
Oggi ci sono momenti di prova, o «Valli di Izreel», sia per i singoli individui (credenti e non credenti) che per una chiesa. Nuovi ambiti di ministero, di scopo e di benedizioni possono aprirsi, oppure no, a seconda dell’esito della prova.
D: In Osea 1:4, perché il sangue di Izreel ricadrà sulla casa di Jehu, visto che Jehu seguiva Dio?
R: Dio usò un profeta per dire a Jehu di diventare re d’Israele, cosa che egli fece in 2 Re 9. Tuttavia, Dio non gli disse di uccidere Achazia (2 Cronache 22:7-9), né i parenti di Achazia in 2 Re 10:12-14; Dio non disse a Jehu di agire con inganno fingendo di servire Baal in 2 Re 10:18-19 per poi ucciderli tutti.
Purtroppo Jehu era selettivo nella sua opposizione all’idolatria. Non si allontanò dai vitelli d’oro di Betel e Dan, come riportato in 2 Re 10:28-31. Inoltre, un’immagine e un’iscrizione sull’obelisco nero assiro (841 a.C.) mostrano Jehu che si inchina davanti a Salmanassar III. Sebbene Jehu fosse incoerente nel seguire Dio, era coerente nell’agire nel proprio interesse personale.
È interessante riflettere sul fatto che Dio avrebbe saputo tutto questo prima di scegliere Jehu, ma a quanto pare Jehu era comunque preferibile a Jezabel e Achab.
D: In Osea 1:8-9, qual è il significato del nome del terzo figlio?
R: I tre nomi dei figli significano «Dio disperderà», «senza pietà» e «non è il mio popolo». Una delle ragioni del terzo nome potrebbe essere che Osea non era sicuro che quel bambino fosse effettivamente suo o meno.
D: In Osea 2:1-7, perché Osea stava supplicando sua moglie in quel momento?
R: La risposta è implicita in Osea 3:1-3; Osea supplicava sua moglie di non lasciarlo e di non tornare alla prostituzione.
Non conosciamo tutte le ragioni per cui lei volesse tornare a quello stile di vita peccaminoso. Forse era per piacere. Forse era perché pensava che Osea non fosse abbastanza presente nella vita di tutti i giorni. Forse pensava che un profeta non guadagnasse molto, e quindi non potesse permettersi di comprarle i lussi che desiderava. Forse era una combinazione di tutto ciò. Ma in definitiva, non era soddisfatta della sua situazione. Ci sono sempre altri posti dove l’erba sembra più verde. Come disse Erma Bombeck: «L’erba è sempre più verde sopra la fossa settica».
D: In Os 2,2.5-13, Gomer era indegna?
R: Tecnicamente Gomer non era indegna. Anzi, era molto meritevole – del divorzio e del disprezzo di Osea. Ha gettato via il suo onore di moglie e lo ha barattato con la vergogna. Molte persone hanno rifiutato Dio e non solo non sono meritevoli, ma sono piuttosto meritevoli della punizione di Dio. Ma proprio come Osea accettò Gomer quando lei tornò, Dio accetta i ribelli che si pentono e vengono a Lui.
D: In Os 2,3ss-5, qual è il rapporto tra la sete, i raccolti e gli amanti?
R: Baal era presumibilmente il dio del tuono e della pioggia, e quindi dei raccolti fertili, e di conseguenza degli animali e delle persone fertili. Dio dava loro quelle cose, eppure essi si rivolgevano a Baal. Dio era indignato perché l’argento e l’oro, donati dalla prosperità proveniente da Dio, venivano offerti a Baal. Pertanto, Dio stava per togliere loro quelle cose.
D: In Os 2,13, cosa erano i «giorni dei Baalim»?
R: Non si trattava di una festa particolare. Piuttosto, «Baalim» è il plurale di Baal e si riferisce ai giorni di festeggiamenti in cui gli Israeliti adoravano i Baal idolatri delle religioni cananea, fenicia e ugaritica.
D: In Os 2,15, qual è il significato di una «porta di speranza» nella valle di Acor?
R: Acor era la valle tra Gerico e Ai dove Acan fu lapidato a morte in Giosuè 7:26. Questo luogo di giudizio per il peccato sarebbe diventato una porta di speranza.
D: In Os 2,16, perché dovrebbero chiamare Dio «Ishi» invece di «Baali»?
A: La parola Ishi significa “mio marito” e Baali significa “mio signore/mio Dio”. Baal, che significa “signore/Dio”, era un titolo comune per gli idoli cananei.
D: In Os 2,17, perché Dio voleva che non ricordassero nemmeno il nome degli idoli?
R: Probabilmente affinché la conoscenza e i dettagli del culto idolatra non fossero ricordati, e quindi non potessero costituire una tentazione per le generazioni successive.
Come nota a margine, Gedeone non fu ribattezzato in onore di un idolo. Piuttosto, il suo nuovo soprannome, Jerubaal, significa che Baal avrebbe conteso con lui, e non era un omaggio a Baal.
D: In Osea 2:17, i cristiani di oggi dovrebbero dare nomi ispirati agli idoli?
R: No. Sebbene 1 Corinzi 8:4 dimostri che un idolo non è in realtà nulla (se non una menzogna), non dovremmo dare nomi di idoli alle cose, per due ragioni.
Per quanto riguarda gli idoli che le persone adorano ancora: ciò potrebbe tendere a legittimare la pratica religiosa malvagia.
Per tutti gli idoli: non vogliamo dare l’impressione di prendere alla leggera l’idolatria.
Oggi, se dovessi inventare un nuovo nome per un prodotto, vorresti chiamarlo come un idolo pagano? – Spero di no.
D: In Osea 2:23, perché Dio mostrò loro misericordia quando in precedenza non l’aveva fatto?
R: Se si comprendesse l’odio di Dio per il peccato e si vedesse quanto fossero lontani da Dio gli israeliti malvagi, si potrebbe ragionevolmente (ma erroneamente) supporre che Dio non avrebbe mai concesso loro un’altra opportunità. Tuttavia, l’amore di Dio per loro era così grande che non fu così. Per quanto fossero malvagi, Dio li avrebbe comunque perdonati e riaccettati, se si fossero pentiti e fossero tornati a Lui.
D: Quando si sarebbe adempiuto Osea 3:4?
R: Ci sono due adempimenti.
1. Durante l’esilio non c’era il tempio, quindi non c’erano sacrifici. Gli israeliti non avevano né re né principe, né l’efod sacerdotale. A partire dall’esilio, il residuo ebraico non è stato più afflitto dall’idolatria, come invece accadeva prima dell’esilio.
2. Fin dalla distruzione del tempio nel 70 d.C., anche gli ebrei non hanno più offerto sacrifici. Allo stesso modo, non hanno né re né principe, né l’efod sacerdotale. Inoltre, in genere non praticano l’idolatria pagana.
D: In Osea 3:5, in che modo torneranno a Davide, il loro re?
R: Naturalmente, tutti sapevano che Davide era morto due generazioni prima. Osea sta contrapponendo la loro obbedienza passata a Davide con la futura obbedienza al seme promesso di Davide, che oggi conosciamo come Cristo.
D: In Os 3,5, non è strano che un nordista menzioni il re Davide?
R: Non è affatto strano che questo profeta devoto affermi ciò. È vero che gli abitanti del nord, in generale, erano in rivolta contro il sud, ma questo profeta del nord era obbediente a Dio e comprendeva la promessa che Dio aveva fatto al re Davide ai tempi del regno unito.
D: In Os 4,1-3, perché non c’era conoscenza di Dio nel paese?
R: Ci sono due punti da considerare.
1. Non c’era un riconoscimento generale di Dio tra il popolo di Dio.
2. C’era scarsa conoscenza del vero Dio, poiché i genitori e i leviti non insegnavano al popolo chi fosse il vero Dio. Infatti, al tempo di Geroboamo, molti sacerdoti e leviti lasciarono il regno del nord e si stabilirono in Giuda.
D: In Osea 4:2, cosa significa «il sangue si aggiunge al sangue»?
R: La NIV traduce questa espressione come «lo spargimento di sangue segue lo spargimento di sangue». L’idea qui è che ci fossero così tanti omicidi che il sangue cadeva sul sangue ormai secco delle vittime uccise in precedenza.
D: In Osea 4:6,14, perché le persone periscono per mancanza di conoscenza, dal momento che Dio giudica le persone in base a ciò che sanno, come indicato in Romani 4:15, Romani 5:12 e 2 Pietro 2:21?
R: Questi versetti in Romani e in 2 Pietro mostrano che Dio non ritiene una persona responsabile per ciò che è stato fatto in innocente ignoranza. Le persone non possono sapere se non hanno avuto l’opportunità di imparare.
Tuttavia, non tutta l’ignoranza è necessariamente innocente. A volte le persone non imparano a conoscere Dio perché si rifiutano di imparare da ciò che era a loro disposizione. Esiste un’ignoranza scelta ed esiste un’ignoranza apatica.
D: In Osea 4:7, come hanno potuto scambiare la loro gloria con qualcosa di vergognoso?
R: Romani 1:21-32 mostra come le persone peccaminose «effettuino lo scambio» di Dio, della Sua verità e della Sua giustizia, con gli idoli e le loro menzogne, e la loro depravazione.
D: In Osea 4:8, cosa si intende quando si dice che alcuni «si nutrono del peccato del popolo»?
R: Le persone possono nutrirsi dei peccati altrui in almeno tre modi.
Profitto: Oggi si guadagnano somme incredibili grazie alle industrie del tabacco, degli alcolici e della pornografia. A chi non ne fosse certo, ricordiamo che il nostro corpo è un tempio e fumare è un peccato; non è volontà di Dio che qualcuno danneggi il proprio corpo, come mostra 1 Corinzi 3:16-17.
Legittimazione: quando gli altri peccano, le persone possono cercare di giustificare i propri peccati, sia ai propri occhi che a quelli degli altri. Ritengono che i propri peccati siano meno gravi, poiché almeno non sono così gravi come quelli degli altri.
Emozione per procura: Alcuni provano piacere nel spettegolare e nell’ascoltare le gesta altrui; in effetti, molti dei romanzi rosa in commercio racchiudono in sé questo peccato.
D: In Osea 4:14, perché Dio non punirà le donne immorali di cui si parla qui?
R: Dio non punirebbe le donne immorali più di quanto non punisca gli uomini con cui hanno commesso atti immorali. Tuttavia, entrambi andranno in rovina (non saranno solo puniti) secondo l’ultima parte di questo versetto.
D: In Os 4,16, cos’è che rende alcune persone testarde, e più testarde di altre?
R: Ci possono essere tre ragioni che si sovrappongono per cui sono fermamente attaccate a qualcosa di sbagliato.
a) Si sentirebbero davvero male nel cambiare le loro convinzioni; forse si renderebbero conto che ciò che hanno fatto finora era tutto sbagliato.
b) Credono ciecamente a una menzogna e, finché non si rendono conto che si tratta di una menzogna, non riescono a vedere come la nuova idea possa essere vera.
c) Hanno deciso, a prescindere dai fatti, di credere in qualcos’altro. A volte si tratta semplicemente di una decisione interiore, ma altre volte sanno che la loro famiglia potrebbe abbandonarli, oppure che potrebbero essere perseguitati o uccisi se cambiassero idea. Pertanto (illogicamente) la nuova idea deve essere sbagliata. I farisei non riuscivano a credere in Gesù perché temevano di perdere il proprio prestigio. Chiunque credesse in Gesù rischiava di essere espulso dalla sinagoga. Quindi, anche ai tempi di Gesù, per molti credere in Lui era una battaglia in salita.
D: In Os 4,18, in che modo l’immoralità degli Israeliti è simile a una bevanda acida?
R: Una bevanda è solitamente di gusto gradevole, rinfrescante e salutare. Una bevanda acida o avariata è sgradevole, fa desiderare ancora di più una bevanda buona ed è malsana, con un mal di stomaco che persiste a lungo dopo averla bevuta.
D: In Osea 5:6, perché alcuni cercheranno Dio ma non Lo troveranno?
R: Geremia 29:13 promette che chi cerca Dio lo troverà, ma solo se lo cerca con tutto il cuore. Gesù insegnò in Matteo 7:8 che tutti coloro che cercano sinceramente di servire Dio Lo troveranno. Tuttavia, queste persone cercavano Dio per ottenere protezione, ma non cercavano sinceramente di servirLo. Hanno un ritualismo ipocrita, ma nessuna autentica fedeltà all’alleanza. I versetti circostanti, Osea 5:4-5,7, elencano i loro problemi.
Osea 5:4 – Le loro azioni, che erano ancora nei loro cuori (cioè non si erano pentiti), non permettono loro di tornare a Dio. Oggi, alcune persone non si avvicinano a Dio perché sanno che devono smettere di fare qualcosa.
Osea 5:5 – Sono arroganti nel cercare Dio. Oltre a una grossolana arroganza, molti altri si avvicinano a Dio solo alle loro condizioni, non a quelle di Dio.
Osea 5:7 - Sono infedeli a Dio. Sebbene celebrino le feste religiose della Bibbia, il popolo di Dio aveva matrimoni contrari alla legge di Dio e figli che non conoscevano Dio.
D: In Os 5,13 e Os 10,6, chi è il re Jareb?
R: Il termine ebraico melek Yareb potrebbe essere un nome proprio oppure significare «grande re», in base alla vocalizzazione del testo masoretico. È possibile che Jareb fosse il soprannome dato dagli Israeliti a uno dei re assiri. Yareb è correlato alla parola ebraica che significa «lottare/combattere». Pertanto, potrebbe significare «re combattivo» o «re bellicoso».
D: In Os 6,1, cosa distingue un pentimento superficiale e temporaneo da uno autentico e permanente?
R: Anche il criminale più incallito in carcere si pente – si pente di essere stato scoperto, intendo. Sebbene ogni tipo di pentimento possa comportare il rammarico per le conseguenze passate e il timore di quelle future, il pentimento superficiale si ferma lì.
Il vero pentimento è un sentimento sincero del tipo: «Vorrei poter tornare indietro nel tempo e non averlo fatto». Significa riparare al danno, ove possibile; ad esempio, se hai rubato qualcosa e poi ti sei pentito, la restituisci, magari aggiungendo qualcosa in più. È una promessa, fatta a te stesso, di non volerlo mai più fare. Implica non solo voler rimediare alle proprie azioni, ma anche voler cambiare per non essere più quel tipo di persona. Infine, significa perdonare se stessi, lasciarsi quel peccato alle spalle per sempre e andare avanti.
Ai tempi delle chiese di Nicea ed Efeso c’era un uomo, un tempo immorale, che era diventato cristiano. Vide una prostituta di cui in passato si era servito e la ignorò. Lei lo seguì, lo chiamò per nome e disse: «Sono sempre la stessa». Lui rispose: «Sì, ma io non sono più lo stesso».
Ricordate la misericordia del Signore.
D: In Osea 6:1, come esorti gli altri a tornare a Dio?
R: Sebbene solo Dio possa attirarli a Sé, e siano loro, non tu, a dover decidere di seguire Dio, ci sono consigli che puoi dare per incoraggiarli a tornare a Dio. Un modo (ma non l’unico) per raggruppare ciò che puoi dire è suddividere il discorso in passato, presente e futuro.
Passato: Aiutali a ricordare com’erano le cose prima che intraprendessero quel cammino peccaminoso. L’assenza di senso di colpa, depressione e stress. Ricorda come ti sentivi riguardo a te stesso.
Presente: A un certo punto puoi chiedere come stanno andando le cose per loro. Cosa pensano che Dio veda quando osserva le loro azioni? Dato che Dio, gli angeli, i demoni e forse anche le persone in cielo possono vedere (pubblicamente) ciò che stai facendo, sei sicuro di voler continuare a fare quelle cose?
Futuro: Alla fine, come potrai presentarti davanti a Dio e spiegare le tue azioni, e perché le hai compiute? Ti vergognerai davanti a Gesù?
D: In Os 6,2, qual è il significato dei due e dei tre giorni?
R: Esistono due interpretazioni, ed entrambe potrebbero essere vere.
Una breve ira e un risveglio molto imminente: pensavano che l’ira di Dio sarebbe durata solo per un breve periodo.
Allusione alla crocifissione e alla risurrezione di Gesù: potrebbe anche trattarsi di un’allusione a un concetto che le generazioni future avrebbero sperimentato.
D: In Osea 6:3, perché è importante riconoscere il Signore?
R: Vediamo innanzitutto perché poteva essere importante per loro, poi perché alcuni credenti sono riluttanti a riconoscere il Signore e, infine, altre ragioni per cui è importante.
Per gli israeliti ribelli, era importante rompere la loro fedeltà al culto di Baal. Gli archeologi che hanno effettuato scavi durante il periodo del regno diviso non hanno trovato molti reperti che dimostrassero il culto del Dio vero; al contrario, hanno trovato numerosi oggetti che indicavano il culto pagano. Infatti, la situazione a un certo punto era così grave che Elia pensava di essere l’unico a adorare ancora Dio in 1 Re 19:14. Si sbagliava però; Dio gli rivelò che c’erano 7.000 persone che non avevano piegato il ginocchio davanti a Baal (1 Re 19:18). Tuttavia, 7.000 non sono comunque molti rispetto a una popolazione israelita compresa tra un milione e un milione e mezzo.
Un secondo motivo è che gli israeliti potrebbero aver pensato di essere così ribelli da non essere più accettati da Dio. Riconoscere Dio comportava la speranza che Egli fosse lì per loro, come suggerisce Osea 6:3b.
Alcuni credenti sono riluttanti a riconoscere Dio perché non vogliono essere etichettati come cristiani. L’etichetta potrebbe comportare una persecuzione palese, come la perdita di opportunità lavorative o la possibile perdita di amici. Ma essere cristiani richiede coraggio sotto molti aspetti. Richiede anche amore, anche quando fa male. Bisogna decidere se si ama di più l’amicizia che la persona, o se si ama di più la persona, per parlarle di Cristo.
Una seconda ragione è che alcuni cristiani carnali potrebbero voler cercare di «stare con un piede in due scarpe». Potrebbero voler essere considerati persone che amano le feste e moralmente permissive se si presenta un’occasione di peccato, ma vogliono comunque fare bella figura agli occhi degli altri, quindi non vogliono prendere una posizione definitiva. Ma devono decidere se vogliono davvero vivere una vita che onori Dio oppure no. Ci sono molti falsi cristiani che non lo fanno, e si illudono pensando di andare in paradiso.
Altri credenti hanno una motivazione molto diversa. A volte i credenti non vogliono essere riconosciuti come cristiani perché sanno di essere lontani dalla perfezione sotto molti aspetti e non vogliono infangare il nome di Cristo, né essere considerati ipocriti. Pertanto, preferiscono tenere segreta la propria fede «finché non migliorano». Da un lato, nessuno di noi sarà mai perfetto, e dall’altro, se sai che gli altri che ti osservano sanno che sei cristiano, questo può essere un motivo secondario per perseverare nel condurre una vita morale.
È importante professare Cristo perché, come dice Matteo 5:13-16, dobbiamo essere sale e luce per il mondo, affinché gli altri vedano le nostre buone opere e lodino il Padre che è nei cieli. Dobbiamo risplendere come stelle nell’universo mentre teniamo alta la parola di vita per gli altri, come dice Filippesi 2:14-16. Infine, 2 Timoteo 2:12 afferma che se perseveriamo regneremo con Cristo, ma se rinneghiamo Cristo, egli rinnegherà noi. Vedi anche Matteo 5:32-33.
D: In Osea 6:4, in che senso la loro fedeltà/bontà era come la nebbia del mattino o la rugiada?
R: Questa espressione poetica era molto appropriata. Sebbene la nebbia possa essere fitta al mattino, non dura a lungo sotto il calore del sole.
D: In Osea 6:5, in che modo i profeti divisero in due gli Israeliti?
R: Le parole di Dio pronunciate attraverso di loro condannavano gli Israeliti. Dio voleva che gli Israeliti sapessero perché venivano puniti prima di punirli, e i profeti glielo dissero.
D: In Osea 6:6, Osea era contrario ai sacrifici mosaici?
R: No. Tutti i sacrifici del mondo non servono a nulla se il cuore della persona non è rivolto al servizio di Dio. L’obbedienza e la riverenza verso Dio sono fondamentali, mentre gli olocausti erano intesi come segni secondari ed esteriori del riconoscimento interiore di Dio.
D: In Os 7,6, perché si dice «i loro fornai»?
R: Il testo masoretico ebraico recita: «il loro fornaio», mentre la Settanta dice «Efraim». «I loro fornai» ha più senso, poiché il fuoco del fornaio era così ardente che poteva dormire tutta la notte senza alimentare il fuoco, senza temere che si spegnesse.
D: In Os 7,7, qual era il peccato di aver divorato tutti i loro giudici e re?
R: Ci sono due aspetti da considerare.
Re specifici: il regno del nord era caratterizzato da omicidi e rivolte. Si veda la domanda successiva per alcuni dei re che furono uccisi.
Visione generale dell’autorità: le numerose uccisioni di re erano un sintomo della loro generale mancanza di rispetto per l’autorità. Le persone che mancano di rispetto per l’autorità esteriore spesso mancano di rispetto anche alla propria coscienza e all’autorità morale.
D: In Os 7,8, qual è il significato dell’analogia della torta?
R: Erano «a due facce». Nonostante in media possa andare bene, una torta bruciata da un lato e cruda dall’altro è buona solo per essere gettata via. Il popolo era mescolato agli idolatri. Come disse H.A. Ironside, se metti un canarino in una gabbia con dei passeri per insegnare loro a cantare, i passeri continueranno solo a cinguettare, soffocando il canto del canarino.
D: In Osea 7:16, cosa c’è di così grave in un arco difettoso?
R: Gli archi erano una delle armi principali dell’epoca. I soldati non hanno archi né armi, non escono a combattere. Ma se hanno archi su cui pensano di poter contare, escono a combattere e gli archi non funzionano, questo è molto, molto peggio che non avere alcun arco.
D: In Osea 8:2, come fanno le persone a dire di conoscere Dio, quando in realtà non lo conoscono?
R: Affermavano di credere in Dio, ma era solo una finzione. Non potevano parlare di fedeltà a Dio, se servivano anche gli idoli. In Osea 8:5 l’ebraico recita: «Il Signore ha rigettato il tuo vitello», ma la Settanta recita: «Getta via il tuo vitello». Un altro significato è: «Il tuo vitello puzza». Naturalmente, se avessero respinto il loro vitello, avrebbero dovuto rinnegare la loro eredità religiosa che risaliva a Geroboamo I in 1 Re 12:28.
D: In Os 8,4, cosa c’era di sbagliato nell’insediare dei re che non fossero stati designati da Dio?
R: Due punti da considerare nella risposta.
1. La divisione originaria tra il regno del nord e quello del sud fu (a malincuore) approvata da Dio in 1 Re 11:11-13, 11:29-39, 12:22-24.
2. La successione dei re nel regno del nord fu segnata da spargimenti di sangue.
a. Baasa divenne re uccidendo Nadab e l’intera famiglia di Geroboamo (1 Re 15:27-29).
b. Zimri divenne re uccidendo Ela (1 Re 16:9-10)
c. Zimri si diede fuoco prima che Omri potesse ucciderlo (1 Re 16:16-18).
d. I seguaci di Omri uccisero Tibni per diventare re (1 Re 16:21-22).
e. Joram e Jezabel (2 Re 9:22-24, 30). Dio, però, approvò questa rivolta.
f. In Giuda, Atalia uccise tutta la famiglia reale tranne Joas (2 Re 11:1-2).
g. In Israele, Sallum assassinò il re Zaccaria (2 Re 15:10).
h. Menahem uccise Sallum (2 Re 15:13-14).
i. Pekah assassinò Pekahiah (2 Re 15:23,25).
D: In Osea 8:7, in che modo hanno seminato vento e raccolto tempesta?
R: Quando si semina un peccato, se ne raccolgono le conseguenze. Naturalmente, le conseguenze possono includere il commettere peccati ancora più gravi. Col tempo, le conseguenze possono diventare più gravi del peccato originale. Inoltre, quando un vento molto forte soffia su un campo di grano maturo, può spazzare via il grano buono che si trova in superficie, lasciando tutto il resto, che ora è privo di valore.
D: In Os 8,8, che cos’è un vaso di terracotta che non procura alcun piacere?
R: Alcuni vasi sono artistici, e alcune ceramiche contengono preziosa mirra o spezie. Tuttavia, alcuni vasi servivano da latrine, un uso ignobile. In questo contesto, però, potrebbe significare che alcuni vasi erano difettosi o realizzati così male da non poter essere utilizzati per nulla. Alcune persone, seguendo la propria strada, sono giunte al punto in cui non sono più utili a nulla.
D: In Os 8,13 e Os 9,3, perché tornerebbero in Egitto?
R: Dio non sta dicendo che desidera che tornino in Egitto. Piuttosto, Dio sta predicendo che saranno così disobbedienti da lasciare il paese e tornare in Egitto. Potete leggere i dettagli sordidi in Geremia 41:46 – 44:30. Sebbene non siano mai stati fisicamente prigionieri in Egitto di nuovo, tuttavia «tornavano in Egitto nei loro cuori» sia per cercare aiuto sia per adorare gli idoli. Dio può liberare il popolo dalla schiavitù, ma esso può scegliere di voltarsi indietro e tornare nuovamente in schiavitù.
D: In Osea 9:7-17, i capi religiosi menzionati qui erano malvagi?
R: No. Si trattava di veri profeti che venivano trattati con ostilità dal popolo. Questi capi religiosi insegnavano loro correttamente, ma il popolo li considerava stolti.
D: In Osea 10:1, in che modo una vite sterile può produrre frutto per sé stessa?
R: Si tratta di un netto contrasto con il Salmo 80, dove Dio aveva piantato Israele come una vite feconda. Geremia 2:21 ed Ezechiele 10:10-11 mostrano che la situazione sarebbe cambiata. Una vite infruttuosa fornisce nutrimento a se stessa, ma non ai semi contenuti nell’uva per gli altri né per far crescere un’altra vite. Allo stesso modo, alcune persone organizzano la propria vita per trarne beneficio personale, senza alcun vantaggio per gli altri né gloria a Dio. Negli ultimi cinque anni, in che modo hai cercato di dare vita e nutrimento agli altri?
D: In Osea 10:3, perché in futuro gli Israeliti avrebbero detto di non avere un re poiché non avevano riverito il Signore?
R: In 1 Samuele 8 gli Israeliti chiesero a Samuele di chiedere a Dio un re. Dio ne fu scontento, ma con riluttanza concesse loro un re. Essi associavano il fatto di avere un proprio re all’indipendenza. Ai tempi di Osea gli Israeliti avevano un re. Tuttavia, dal momento in cui i Babilonesi presero il controllo di Giuda, gli ebrei non avrebbero mai più avuto un re fino all’epoca dei Maccabei. Dopo quel breve periodo, non avrebbero mai più avuto un altro re, fino a quando Cristo non tornerà e regnerà su tutto. Che non siamo mai così soddisfatti da smettere di cercare il Signore (vedi Proverbi 30:8-9). Oppure, tenete gli occhi fissi sul premio e non scendete a compromessi.
D: In Osea 10:14, chi sono Shalman e la città di Beth-arbel?
R: Shalman potrebbe essere Salmanassar V d’Assiria del 727 a.C., ma più probabilmente si riferisce al re di Moab, che si chiamava Salamanu. Salamanu visse contemporaneamente a Osea e fu menzionato nell’elenco dei tributi di Tiglat-Pileser III.
Beth-Arbel (Casa di Arbel) potrebbe essere la città di Arbela in Giordania, a 18 miglia (29 chilometri) a sud-est del Mare di Galilea secondo Eusebio. In alternativa, potrebbe essere l’odierna Arbel, a 2 miglia (3,2 chilometri) a ovest del Mare di Galilea (1 Maccabei 9:2)
D: In Os 11,1, in che modo Dio chiamò suo figlio fuori dall’Egitto?
R: Giacobbe, che fu ribattezzato Israele, scese in Egitto e lì morì. Sebbene le sue ossa fossero state portate fuori dall’Egitto (Genesi 48:29-30; 49:29-50:14), questo non è il punto principale qui. In 430 anni, Israele passò dall’essere un uomo con dodici figli a una grande nazione di oltre un milione di persone. Come in altri passi, Osea mette a confronto la vita dell’uomo Israele con quella della nazione di Israele. Per citare un secondo esempio di questo accostamento, la moglie e i figli di Osea dovevano essere simboli del rapporto di Israele con Dio. Anche questo era un tipo di Gesù, al quale questa profezia si applica in Matteo 2:15.
D: In Os 11,1-2, in che modo Dio è simile a un genitore i cui figli non vogliono avere nulla a che fare con Lui?
R: Dio condusse gli israeliti fuori dall’Egitto con potenti miracoli. Eppure, in seguito essi dimenticarono ciò che Dio aveva fatto e si volsero verso altri dei. Se qualcuno ha un figlio che si allontana dal proprio genitore, Dio conosce il tuo dolore. A Dio è accaduta una cosa simile, ed Egli comprende il tuo strazio.
2. In Osea 11:4, in che modo Dio ci dona corde delicate?
R: L’immagine è quella di un proprietario di un bue che allontana il giogo dalla bocca dell’animale affinché possa mangiare più facilmente. Le corde possono allontanare i problemi e tenere vicine a noi le cose buone.
D: In Osea 11:8, qual è il significato di Adma e Zeboim?
R: Dopo questa grande distruzione, una volta conquistato Efraim (il Regno del Nord), Dio aggiunge questo. Adma e Zeboim erano due villaggi insignificanti distrutti insieme a Sodoma e Gomorra. Anziché considerarli insignificanti e destinati alla distruzione eterna, Dio afferma di amarli e di voler preservare coloro che torneranno a Lui.
D: In Os 12,1, cosa significa la metafora del vento d’oriente?
R: Lo scirocco era un vento desertico secco e caldo proveniente da est. Inseguire il vento è inutile. Ma non solo era inutile per portare la pioggia, bensì spazzava via i semi dai campi e rendeva inutili anche altre cose. Dio punirà Giacobbe secondo le sue vie, cioè le vie di Giacobbe, in Osea 12:2. Poiché gli Israeliti hanno reso la loro religione priva di valore, cose prive di valore torneranno a perseguitarli.
D: In Osea 12:3, in che modo Israele afferrò il tallone di suo fratello?
R: L’uomo Giacobbe, ribattezzato Israele, lo fece in Genesi 25:26. La nazione israelita discende da Giacobbe. Qui, come altrove in Osea, Dio mette a confronto la vita dell’individuo e quella della nazione.
D: In Osi 12:7, la parola ebraica significa “mercante” o “cananeo”?
R: La parola ebraica qui è Kena'an. Letteralmente significa «cananeo», ma era usata anche come termine dispregiativo per indicare un mercante disonesto. La Settanta la tradusse come «Chanaan» (Canaan).
Tuttavia, il contesto di Osea 12 parla chiaramente di mercanti, non di cananei. Ciò evidenzia alcune delle difficoltà della traduzione. Il termine letterale ha un significato chiaro, ma è comunemente usato con un significato secondario, e in questo caso il contesto indica ovviamente il significato secondario.
D: In Os 12,11, cosa c’è di sbagliato nel sacrificare tori a Ghilgal?
R: Si trattava di una pratica religiosa solenne che costituiva una totale disobbedienza a Dio. I sacrifici dovevano essere compiuti solo a Gerusalemme, non in una città del regno del nord. Esistono pratiche religiose che sono sgradite a Dio. In altre parole, è meglio non fare nulla piuttosto che compiere quelle pratiche. Allo stesso modo, esiste una spiritualità tossica, per cui è preferibile non avere alcuna spiritualità piuttosto che una spiritualità rivolta a cose che non provengono da Dio.
D: In Osea 12:12, cosa significa che Israele «servì per una moglie»?
R: Il patriarca Giacobbe, che fu ribattezzato Israele, servì Laman per sette anni ciascuno per le sue mogli Lea e Rachele. In Osea, così come in altre parti della Bibbia, la storia del popolo e quella individuale sono spesso messe a confronto.
D: In Os 13,1-2, quali sono alcuni esempi di come una nazione, un popolo o un’organizzazione un tempo potente possa cadere e scomparire?
R: Ninive fu una delle prime città del Medio Oriente. Ma dopo la caduta dell’Impero assiro, sia Ninive che l’Assiria caddero, per non risorgere mai più. Babilonia ne prese il posto al potere, ma non fu mai indipendente dopo la conquista da parte dei Persiani. In epoche successive, la famiglia italiana dei Colonna diede i papi e ne scelse alcuni. Tuttavia, nel 1298 papa Bonifacio VIII fece sterminare dal proprio esercito l’intera città italiana di Palestrina, dove risiedeva la famiglia Colonna, dopo che il papa aveva assicurato alla città che li avrebbe risparmiati se si fossero arresi. Possiamo guardare all’Impero mongolo e osservare che più sono grandi, più dura è la loro caduta.
D: In Osea 13:2, cosa significa «baciare i vitelli»?
R: Sebbene i vitelli fossero utilizzati nel culto di Baal, non è questo il punto principale. Osea scrisse al tempo di Geroboamo, e fu proprio Geroboamo a introdurre per primo il culto dei vitelli d’oro a Betel e a Dan. Questo è significativo, perché sebbene il popolo praticasse l’idolatria già prima di Geroboamo, fu lui a istituzionalizzare tale culto; Geroboamo lo fece affinché il popolo che viveva nel Regno del Nord non si recasse più a Gerusalemme. Puoi leggere di questo in 1 Re 12:25-33.
D: In Osea 13:11, in che modo Dio diede loro un re nella sua ira e perché? Qual è l’applicazione di questo per noi?
R: In 1 Samuele 8:6-20; 12:20-21 il popolo chiese un re, e Dio, tramite Samuele, disse loro che in realtà non avrebbero voluto un re, il quale avrebbe preso il meglio dei campi e avrebbe ridotto alcuni dei loro figli e delle loro figlie a servi. Ma essi insistettero per essere come le altre nazioni che li circondavano, così Dio, a malincuore, diede loro un re. A volte possiamo chiedere qualcosa, e Dio dice di no e chiude la porta. Ma possiamo comunque insistere e cercare di forzare una porta che Dio ha chiuso, e Dio potrebbe semplicemente voltarsi, osservare il nostro atteggiamento e darci ciò che chiediamo, con nostro futuro rammarico.
D: In Os 13,14, c’è un chiaro accenno alla fede nell’aldilà?
R: Sì. Secondo lo studioso di ebraico Walter Kaiser in *Hard Sayings of the Bible*, pag. 325: «La prima parte di questo versetto non presenta alcun segno interrogativo, e pertanto la interpreto come una delle più belle promesse evangeliche dell’Antico Testamento». La stessa parola ebraica è tradotta con «dove» in Osea 13:10. A pagina 326 egli afferma: «Dio può e li riscatterà dal potere della tomba. Egli può liberarli anche dopo che la morte ha fatto il peggio». Anche Paolo cita Osea 13:14 in 1 Corinzi 15:55.
D: In Os 14,1-2, una nazione, un popolo o un’organizzazione un tempo potente, che sta per cadere, può mai tornare e rinascere, e se sì, come?
R: Sì, dal punto di vista politico ciò avvenne quando il popolo tornò a Dio nel libro dei Giudici. Un esempio ancora più significativo fu quando il Regno di Giuda fu spazzato via dai Babilonesi: dopo 70 anni il popolo fece ritorno, e l’idolatria non fu più un problema per il residuo che era tornato. Nella storia successiva, in numerose occasioni l’Impero bizantino fu vicino alla disintegrazione a causa di conflitti interni, ma riuscì a rinascere.
D: In Osea 14:3, qual è il significato dell’affermazione «Assiria non ci salverà, non cavalcheremo su cavalli»?
R: Come in altri passi di Osea, qui sono presenti due idee, e la loro combinazione è intenzionale.
In generale, gli Assiri erano una potenza in ascesa già da circa un secolo prima di quel periodo. Possedevano molti cavalli, ma nemmeno la potenza militare dell’Assiria avrebbe salvato Israele. Infatti, l’Assiria sarebbe stata proprio il nemico che sarebbe venuto a distruggere completamente il regno settentrionale di Israele.
In particolare, quando gli Assiri giunsero a Gerusalemme, fecero questa offerta in 2 Re 18:23: «Ora dunque, stringi un patto con il mio signore, il re d’Assiria: ti darò duemila cavalli — se riesci a trovare cavalieri per montarli! Come potresti respingere anche un solo ufficiale, il più umile tra i funzionari del mio signore…» (NIV).
D: In Osea 14:9, in sintesi, quali sono «le vie del Signore» che i saggi comprendono?
R: Alcuni punti sono che le vie di Dio sono giuste. Dio è severo ma anche molto benevolo. Dio veglia su tutti, in un modo o nell’altro.
D: In Osea, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?
R: I rotoli del Mar Morto: (circa 1 a.C.) Tra i rotoli del Mar Morto ci sono 3 copie di Osea, contrassegnate come 4Q78, 4Q79, 4Q82. Esistono inoltre due commentari su Osea, denominati 4Q166 (=4QpHosa) e 4Q167 (=4QpHosb). (ibid., p. 485)
4Q78 (=4QXIIc) contiene Osea 2:13-15; 3:2-4; 4:1-19; 5:1; 7:12-13; 13:3-10,15; 14:1-6
4Q79 (=4QXIId) contiene Osea 1:6-9; 2:1-5
4Q82 (=4QXIIg) contiene Osea 2:1-5, 14-19, 22-25; 3:1-5; 4:1,10-11,13-14; 6:3-4,8-11; 7:1, 13-16; 8:1; 9:1-4, 9-17; 10:1-14; 11:2-11; 12:1-15; 13:1, 6-8?, 11-13; 14:9-10
Il 4Q166 conserva un commento su Osea 2:8-9,10-14
Il 4Q167 conserva un commento su Osea 5:13-15; 6:4,7,9-10; 8:6-7,13-14.
Nel complesso, i rotoli del Mar Morto conservano i seguenti versetti di Osea: 1:6-9; 2:1-5,13-19,22-25; 3:1-5; 4:1-19; 5:1; 6:3-4; 8-11; 7:1, 13-16; 12-13; 8:1; 9:1-4, 9-17; 10:1-14; 11:2-11; 12:1-15; 13:1, 3-10-13, 15; 14:1-6, 9-10.
Nahal Hever è una grotta nei pressi di Engedi, che contiene un frammento dei profeti minori in greco (8 Hev XIIgr). Fu scritto tra il 50 a.C. e il 50 d.C. Fu nascosto durante la rivolta di Bar Kokhba contro Roma. Si tratta di una revisione della Settanta, realizzata in Giudea, e quasi identica al testo masoretico.
I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso Osea. Due di questi sono il Vaticanus (325-250 d.C.) e l’Alexandrinus (circa 450 d.C.), in cui i libri dei dodici profeti minori erano collocati prima di Isaia. Osea è completo sia nel Vaticanus che nell’Alexandrinus.
Osea, Amos e Michea non erano presenti nel Sinaitico (340-350 d.C.).
D: Quali autori antichi fecero riferimento a Osea?
R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti di Osea sono:
Lo scrittore ebreo Filone di Alessandria (15/20 a.C.-50 d.C.) fa riferimento a Osea 14:9, menzionando che fu pronunciato da uno dei profeti.
Giustino Martire (circa 138-165 d.C.) menziona Osea come uno dei dodici profeti nel *Dialogo con Trifone*, cap. 19, p. 204. Egli cita inoltre Osea 10:6 nel *Dialogo con Trifone*, cap. 103, p. 251.
Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) (implicitamente) menziona l’«Antico Testamento» e ne elenca i libri. Non elenca singolarmente i dodici profeti minori, ma li chiama «I Dodici». Frammento 4 dal *Libro degli Estratti*, vol. 8, p. 759
Teofilo di Antiochia (168-181/188 d.C.)
Ireneo di Lione (182-188 d.C.)
Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.)
Tertulliano (198-220 d.C.)
Ippolito (222-235/6 d.C.)
Origene (225-254 d.C.)
Novaziano (250/254-256/7 d.C.)
Cipriano di Cartagine (248-258 d.C.) cita «Osea» nel Trattato 12, libro terzo, 47.
Lattanzio (circa 303-circa 325 d.C.)
Dopo Nicea (325 d.C.):
Atanasio di Alessandria (367 d.C.) (Implicito poiché menziona i dodici profeti) «Ci sono, dunque, nell’Antico Testamento, ventidue libri in tutto; … poi i Profeti, i dodici dei quali sono considerati come un unico libro…». Atanasio, Lettera pasquale 39, cap. 4, p. 552.
Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. Egli tratta in particolare la Genesi, l’Esodo, il Levitico, i Numeri, il Deuteronomio, il Pentateuco, Giobbe, Gesù figlio di Nave [Giosuè], i Giudici, Ruth, Samuele e i Re (2 libri), i dodici profeti, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia, Lettera 53, cap. 7-8, pagg. 99-101.
Dopo Nicea ci sono anche altri autori.
D: In Osea, cosa dice un commento dei Rotoli del Mar Morto?
R: Ecco un’interpretazione di Osea 5:13 tratta dal commento 4Q167. La traduzione è tratta da *The Dead Sea Scrolls Study Edition*, volume 2, pag. 333.
«[Os 5,13 ma egli non può guarire] le tue piaghe. [spazio vuoto] L’interpretazione…] […] leone furioso. Poiché io sarò come un le[one [per E]fra]im [e come un cucciolo di leone per la Casa di] [Giuda. La sua interpretazione riguarda] l’ultimo sacerdote che stenderà la mano per colpire Efraim […] la sua ma[no.] [spazio vuoto] [Andrò e tornerò alla] [mia posizione finché] non riconosceranno il loro crimine e cercheranno il mio volto; nella [loro] angoscia [si alzeranno presto per cercarmi. La sua interpretazione:] Dio [nasconderà] il suo volto dalla [terra…] […] … e non ascoltarono […].”
Come potete vedere, questo rotolo presenta molte lacune.
D: In Osea, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?
R: Il testo ebraico esistente di Osea presenta più errori di trasmissione rispetto a qualsiasi altro libro dell’Antico Testamento. La Settanta è particolarmente utile per correggerli. Concentrandoci sul capitolo 11 di Osea, ecco il testo masoretico ebraico seguito dalla Settanta, salvo diversa indicazione.
Os 2,1 «fratelli» contro «fratello»
Os 2:1 «sorelle» vs. «sorella» (Settanta, Vulgata)
Os 2,6 «la tua via» vs. «la sua via» (Settanta, siriaco)
Os 3:2 «una [misura] d’orzo» vs. «una [misura] di vino»
Os 4,7 «scambierò/cambierò la loro gloria» (Masoretico, Settanta, Vulgata) contro «ha scambiato/cambiato la mia gloria» (siriaco, Targum) contro «la mia gloria» (un’antica tradizione scribale)
Os 4,19 «sacrifici» contro «altari» (Settanta, siriaco)
Os 6,5 «il tuo giudizio» contro «il mio giudizio» (Settanta, siriaco)
Os 6,7-9 «Ma come Adamo, hanno infranto l’alleanza; lì si sono comportati da traditori contro di me. Galaad è una città di coloro che commettono iniquità, scivolosa di tracce di sangue. E come bande di briganti attendono un uomo, la schiera dei sacerdoti uccide sulla strada per Sichem; poiché hanno commesso malvagità.» vs. «Ma essi sono come un uomo che trasgredisce un’alleanza: là la città di Galaad mi ha disprezzato, compiendo vanità, agitando le acque. E la tua forza è quella di un brigante: i sacerdoti hanno nascosto la via, hanno ucciso il popolo di Sicima; poiché hanno commesso iniquità nella casa d’Israele».
Os 6,9 «sono una schiera» vs. «si sono uniti» (siriaco)
Os 7:6 «avvicinato» vs. «acceso» (Settanta, siriaco)
Os 7:6 «Il loro fornaio dorme tutta la notte» (testo masoretico nella traduzione di Green e nella Geneva Study Bible, Vulgata) vs. «I loro fornai dormono tutta la notte» vs. «la loro ira dorme tutta la notte» (siriaco, Targum) vs. «Efraim dorme tutta la notte» (Settanta)
Os 7:14 «si radunano/si riuniscono» (la maggior parte dei manoscritti ebraici, Targum) contro «si incidono» (20 testi masoretici e la Settanta) (gli adoratori di Baal avevano l’usanza di incidersi per Baal) contro «pensavano a se stessi» (Vulgata)
Os 7,14 «si ribellano contro di Me» (masoretico, siriaco, Targum) contro [assente] (Settanta) contro «Si sono allontanati da Me» (Vulgata)
Os 9,1 «all’esultanza» vs. «esultano»
Os 9:12 «quando Mi allontano da loro» (Masoretico) vs. «sebbene la mia carne sia di loro» (Settanta) vs. «quando Mi distolgo da loro» (Vulgata, Targum)
Os 10,5 «vitelli» vs. «vitello» (Settanta, siriaco)
Os 10:9 «Ghibea» contro «la collina»
Os 10:9 «iniquità» (molti testi masoretici, Settanta, Vulgata) contro «ribellione» (altri testi masoretici)
Os 10:9-10 «non li raggiunse a Ghibea. Quando lo desidererò, li legherò» contro «per castigarli non li raggiungerà sulla collina»
Os 10,10 «quando si legano per le loro perversità» contro «quando sono castigati [disciplinati] per i loro due peccati» (Settanta, siriaco, Vulgata)
Os 11:1 «Quando Israele era bambino, allora lo amai, e chiamai mio figlio fuori dall’Egitto» vs. «poiché Israele è un bambino, e io lo amai, e dall’Egitto ho chiamato i suoi figli».
Os 11,2 «Come li chiamarono» (Vulgata, testo masoretico secondo la New Geneva Study Bible), contro «Come li chiamai» (testo masoretico, Vulgata), contro «Proprio come li chiamai» (Septuaginta), contro «Ho mandato profeti a mille di loro» (parafrasi del Targum)
Os 11,2 «chiamarono Israele» (ebraico e Settanta) vs. «Io chiamai Israele» (alcune versioni della Settanta)
Os 11,2 «si allontanarono da loro» vs. «si allontanarono da me»
Os 11,3 «Insegnai anche a Efraim a camminare; egli li prese tra le braccia» (Masoretico) contro «Eppure legai i piedi di Efraim; lo presi tra le mie braccia» (alcune versioni del Masoretico, della Settanta, del siriaco e della Vulgata)
Os 11:4 «Li ho attirati con corde umane, con legami d’amore. E sono stato per loro come chi toglie il giogo dalle loro mascelle; e gli do da mangiare con dolcezza» vs. «Quando gli uomini furono distrutti, li ho attirati con i legami del mio amore: e sarò per loro come un uomo che colpisce un altro sulla guancia: e avrò riguardo per lui, lo convincerò».
Os 11:5 «Egli non tornerà nella terra d’Egitto» vs. «Efraim dimorava in Egitto»
Os 11:6 «E la spada turbinerà nelle sue città e distruggerà le sue sbarre, e le consumerà a causa dei loro stessi consigli» vs. «E nelle sue città non prevalse con la spada, e cessò di combattere con le sue mani; e mangeranno il frutto dei loro stessi disegni:»
Os 11:7 «E il mio popolo è deciso a allontanarsi da me, e invoca l’Altissimo…» contro «E il suo popolo si aggrapperà con affetto alla propria dimora; ma Dio si adirerà contro i suoi beni preziosi,…»
Os 11,8 «vi abbandonerò… vi salverò» contro «mi occuperò di te… ti proteggerò»
Os 11:9 «ritornare» vs. «abbandonare»
Os 11:10 «Loro» vs. «Io»
Os 11:10 «ruggirà come un leone. Quando ruggirà, i figli tremeranno dall’occidente.» vs. «ruggirà, e i figli delle acque ne saranno sbalorditi.»
Os 11:11 «farli vivere nelle loro case» vs. «riportarli nelle loro case»
Os 11,12 «casa d’Israele con l’inganno» contro «casa d’Israele e di Giuda con l’empietà»
Os 11:12 «Giuda regna ancora con Dio ed è fedele ai santi» vs. «ora Dio li conosce, e saranno chiamati popolo santo di Dio».
Os 13:10 «Dov’è il tuo re?» (Masoretico) vs. «Dov’è il tuo re?» (Settanta secondo Brenton) vs. «Io sarò il tuo re» (Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)
Os 13:14 «O morte, dove sono le tue piaghe? O Sceol, dove è la tua rovina?» vs. «Dov’è la tua punizione, o morte? O Ade, dov’è il tuo pungiglione?»
Os 13:16 «Samaria sarà desolata/sfigurata» contro «Samaria sarà completamente distrutta»
Os 14:2 / Os 14:3 «vitelli/tori [sacrifici] delle nostre labbra» vs. «frutto delle nostre labbra»
Bibliografia per questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla «Literal Translation» di Jay P. Green e la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton de «The Septuagint: Greek and English». Sono stati utilizzati anche «The Expositor's Bible Commentary» e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte da *The Holy Bible, Berean Standard Bible* (BSB), che è stata dedicata al pubblico dominio: https://berean.bible