< Domanda biblica su Sofonia

D: Qual è la struttura generale del libro di Sofonia?

R: Esaminando cinque diverse fonti cristiane e combinando gli elementi comuni, ecco una struttura:

1:1-3 Distruzione di ogni cosa

1:4-13 Giudizio su Giuda

1:14-2:3 Il Giorno del Signore

2:4-15 Giudizio sulle altre nazioni

3:1-7/8 Giudizio su Gerusalemme

3:8/9-20 La restaurazione di Dio

D: In Sofonia 1:1, chi era Sofonia?

R: Poiché il nome di Ezechia non è specificato, ciò significa molto probabilmente che Sofonia era il pronipote di re Ezechia da parte di padre, e quindi lontanamente imparentato con l’attuale re Giosia. Tra Ezechia e Giosia ci furono quasi 50 anni di soli re malvagi.

Sebbene Sofonia non fosse un sacerdote (vedi la domanda successiva), conosceva bene il Deuteronomio. Egli fa riferimento al Deuteronomio in nove punti: Sofonia 1:13, 15, 17; 2:2, 5, 7, 11; 3:5, 19-20.

Nell’Antico Testamento vi erano altre tre persone con lo stesso nome: 1) 1 Cronache 6:36-38; 2) 2 Re 25:18-21 e Geremia 52:24-27; e 3) Zaccaria 6:10,14.

D: In Sofonia 1:1, Sofonia era un sacerdote?

R: No. Poiché era un discendente del re Ezechia, e i re provenivano dalla tribù di Giuda, anche Ezechia era di Giuda. I sacerdoti provenivano tutti dalla tribù di Levi. Non era necessario essere un sacerdote o un ministro per proclamare la parola di Dio, né allora né oggi.

D: In Sofonia 1:1, perché Sofonia è l’unico profeta di cui viene elencata la discendenza?

R: Di solito venivano indicati i padri degli altri profeti, ma in genere non i loro antenati. Sofonia discendeva dal re Ezechia, e forse questo è stato menzionato per ricordare al popolo le riforme del re Ezechia.

Sia Ezechia che Giosia furono re devoti, ma tra loro non ci furono altri re devoti.

D: In Sofonia 1:1, quando fu scritto il libro di Sofonia?

R: In base a Sofonia 2:13, tutti concordano sul fatto che sia stato scritto prima della sconfitta degli Assiri, avvenuta intorno al 612 a.C. Tuttavia, non è chiaro se sia stato prima o dopo le riforme di Giosia.

Tuttavia, poiché in Sofonia 1:8 i figli del re venivano criticati per aver indossato abiti stranieri, ciò significa probabilmente che erano abbastanza grandi da poter scegliere il proprio guardaroba.

D: In Sofonia 1:2, dato che Dio avrebbe consumato tutto ciò che era sulla terra, inclusi in particolare uomini e animali, come mai alcune cose, tra cui uomini e animali, sono rimaste in Palestina?

R: Ciò si riferisce alla distruzione sconsiderata del paese, così come del popolo, da parte dell’esercito babilonese. Non si dice che la distruzione fosse permanente.

Inoltre, molte profezie hanno un duplice adempimento, e questo potrebbe riferirsi anche alla futura distruzione della terra.

D: In Sofonia 1:2-3, quando Dio distruggerà gli animali?

R: In due modi. Alla fine dei tempi, Dio ripulirà la terra. Inoltre, l’invasione babilonese sarebbe come una «scopa» che spazza via la terra di Giuda.

D: In Sofonia 1:2-3, cosa c’è di curioso nell’ordine degli animali qui riportato?

R: È esattamente l’inverso dell’ordine della creazione in Genesi 1:20-26.

D: In Sofonia 1:4, perché Dio ha posto fine al culto di Baal?

R: Il Signore disprezza il culto degli idoli. Stando così le cose, non ha molto senso che i credenti abbiano idoli nelle loro case.

D: In Sofonia 1:5, chi era Malcom/Milcom?

R: Era un altro nome dell’idolo Molech. Molech era un dio ammonita venerato con sacrifici umani. Molech potrebbe essere lo stesso idolo Muluk venerato a Mari intorno al 1700 a.C.

D: In Sofonia 1:7, chi sono gli ospiti di Dio per un sacrificio?

R: Tre punti da considerare nella risposta.

1. Sofonia 1:7 potrebbe riferirsi alla Grande Cena dell’Agnello menzionata in Apocalisse 19, oppure potrebbe indicare il momento del giudizio di Giuda precedente a quello, oppure potrebbe trattarsi di un doppio riferimento. Naum 1:3-5 è un secondo esempio di doppio riferimento.

2. Quando un re terreno organizzava una processione trionfale, c’erano ospiti felici di essere presenti e “ospiti” che erano prigionieri e per nulla felici di trovarsi lì. La questione si riduce a capire a quale tipo di ospite ci si riferisca.

3. Prospettiva degli ospiti consenzienti: alla cena dell’Agnello in Apocalisse 19, gli ospiti sono credenti. Questi potrebbero essere le nazioni che stanno giudicando Israele, o che stanno giudicando Giuda, oppure altri credenti.

D: In Sofonia 1:7,9,10,14 (2 volte), 15 (5 volte), 16; 2:2,3; 3:8,11,16, nonché 1:8,18; 2:3; Isaia 2:12; 13:6,9; Geremia 46:10; Ez 13:5; 30:3; Gioele 1:15; 2:1, 11, 31; 3:14; Amos 5:18, 20; Obad 15; Zacc 14:1; Mal 4:5, in che modo il giorno del Signore è vicino per le persone?

A: Il Giorno del Signore o “quel giorno” è menzionato in 19 passaggi: Sofonia 1:7, 9, 10, 14 (2 volte), 15 (5 volte), 16; 2:2, 3; 3:8, 11, 16.

Il Giorno del sacrificio del Signore si trova in Sofonia 1:8.

Il Giorno dell’ira del Signore si trova in Sofonia 1:18; 2:3.

«In quel tempo» si trova in Sofonia 3:20 (2 volte).

«Il tempo stabilito» si trova in Sofonia 2:2.

D: In Sofonia 1:9, qual è il significato del «varcare la soglia»?

R: Ciò si riferisce alla pratica pagana di non calpestare la soglia per rispetto verso l’idolo Dagon. La testa della statua fu spezzata quando i Filistei avevano l’arca, come menzionato in 1 Samuele 5:4-5. I Filistei, i Babilonesi e i Fenici, così come alcuni Israeliti idolatri, adoravano Dagon. Il Signore non voleva che mostrassero rispetto verso altri dei.

D: In Sofonia 1:12, in che modo il male persistente è paragonato al vino lasciato sui propri sedimenti?

R: «L’analogia del vino lasciato sui propri sedimenti suggerisce che la nazione si fosse contaminata spiritualmente. Il vino lasciato a fermentare a lungo forma una crosta dura e il liquido diventa sciropposo, amaro e sgradevole. Invece di eliminare i sedimenti della contaminazione quotidiana, Giuda si era indurita ed era diventata indifferente a Dio». The Bible Knowledge Commentary: Old Testament, p. 1527.

D: In Sofonia 1:12, perché sembra che a volte Dio non voglia fare né il bene né il male?

R: A volte Dio vuole vedere cosa faremo. Dio non può giudicare le azioni di una persona se questa non ha l’opportunità di fare del bene o del male.

D: In Sofonia 1:14-18, le persone dovrebbero attendere con ansia il giorno del Signore?

R: Le persone empie non dovrebbero assolutamente farlo. Le persone devote, invece, dovrebbero attendere con ansia la loro redenzione, rendendosi conto però che, come per la nascita, alla gioia precede un momento doloroso.

D: In Sofonia 2:1, cosa c’è di interessante riguardo alla parola «vergognoso»?

R: In ebraico, la parola qui è niksap, che deriva dalla parola kasap, che significa essere pallido o bianco per la vergogna. La parola kesep significa argento.

D: In Sofonia 2:4, cosa c’è di poetico in queste parole?

R: Qui ci sono due giochi di parole. In ebraico, la parola per «Gaza» suona simile alla parola per «abbandonato», e la parola per «Ekron» suona simile alla parola per «sradicato».

D: In Sofonia 2:5, dato che la terra dei Filistei non avrà abitanti, perché oggi ne ha?

R: In Sofonia 2:5, i Keretiti (scritti “Cheretiti” nella BSB) si riferiscono ai Filistei. Oggi non ci sono abitanti filistei. Infatti, oggi non esiste più la Filistea, poiché le persone che vivono nella Striscia di Gaza sono palestinesi, non imparentati con i Filistei.

I Keretiti erano un altro nome per indicare i Filistei, o almeno una parte di essi. Il nome in realtà significava “popolo proveniente da Creta”, che era la patria originaria dei Filistei e di altri Popoli del Mare. La civiltà minoica era molto ricca e potente, finché non fu distrutta da una combinazione di eruzione vulcanica e dall’attacco dei Greci micenei. C’erano cinque principali città filistee, e quattro di queste sono menzionate, procedendo da sud a nord. La quinta, Gat, non è menzionata, probabilmente perché fu completamente distrutta dal re Uzzia in 2 Cronache 26:6. Il termine «keretita» può anche significare «tagliato fuori», in senso giostroso. Sofonia 2:5 definisce i Filistei «abitanti della costa».

Gaza (‘azzah) suona come «abbandonato» (‘azubah), ed Ekron (‘eqron) suona come «sradicato» (ta’aqer). I Keretiti sono menzionati anche in 1 Samuele 30:14; 2 Samuele 8:18; 20:23; 1 Cronache 18:17; Ezechiele 25:16. I Caftoriti, o Cretesi, sono menzionati anche in Geremia 47:4 e Amos 9:7. Neco II d’Egitto (che regnò dal 610 al 595 a.C.) attaccò Gaza (Geremia 47:1), mentre Nabucodonosor di Babilonia distrusse Ascalona nel 604 a.C.

D: In Sofonia 2:8, quando (se mai) è appropriato schernire o insultare qualcuno?

R: 1 Pietro 3:15 dice: «… Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Ma rispondete con dolcezza e rispetto» (BSB). Inoltre, 1 Pietro 2:23a offre l’esempio di Gesù: «Quando lo insultavano, non rispondeva con insulti; quando soffriva, non minacciava» (BSB). Dobbiamo ricordare che l’obiettivo non è vincere una discussione, ma conquistare le persone a Cristo.

Ma non cercate di fare della mitezza o della gentilezza una scusa per la mancanza di audacia. Pietro sarà anche stato mite, ma è stato anche audace in Atti 4:8-13.

D’altra parte, che dire di coloro che, pur non essendo stati conquistati a Cristo, insegnano attivamente agli altri cose che portano alla perdizione dell’anima? Queste persone dovrebbero essere rimproverate pubblicamente, come fecero Giovanni Battista, Gesù, Paolo e Pietro in numerose occasioni. Gesù fu severo nei confronti dei farisei in Luca 11:37-52 e in altri passi, sebbene non con tutti i farisei, come ad esempio Nicodemo in Giovanni 3:1-21. Paolo fu severo con Elima in Atti 13:9-11. Pietro rimproverò i capi ebrei in Atti 5:28-30, dicendo senza mezzi termini che avevano ucciso Gesù. Pietro sembrò severo con Simone in Atti 8:20-23.

D: In Sofonia 2:9, come mai c’erano ancora Moabiti e Ammoniti dopo l’esilio?

R: Questo versetto non specificava quando i Moabiti e gli Ammoniti si sarebbero estinti, ma solo che ciò sarebbe accaduto. Infatti, in seguito i Nabatei (intorno al 325 a.C.) e altri popoli arabi giunsero e si stabilirono in queste terre dell’odierna Giordania. I Nabatei conquistarono anche la parte orientale di Edom. Gli Ammoniti furono infine sconfitti da Giuda Maccabeo in 1 Maccabei 5:6.

La terra divenne inoltre desolata, nel senso che oggi è un deserto arido, mentre un tempo era semplicemente una regione arida.

D: In Sofonia 2:11, perché non tutti coloro che abitano sulla terra adorano Dio?

R: Non lo fanno ora, ma quando Cristo tornerà e eliminerà i non credenti, tutti adoreranno Dio durante il millennio di Apocalisse 20:4-5, e anche sulla nuova terra di Apocalisse 21:1-3.

In Sofonia 2:11, il versetto potrebbe essere tradotto sia come «Il Signore sarà terribile» sia come «Il Signore sarà contro di loro». In ogni caso, il significato è che il Signore sarà terribile nei loro confronti. La BSB lo traduce come «Il Signore sarà terrificante per loro».

D: In Sofonia 2:12, in che modo i Cushiti (etiopi) saranno «uccisi dalla mia spada»?

R: Sebbene ciò possa riferirsi esclusivamente alla terra di Cush (Etiopia), è più probabile che si riferisca anche all’Egitto, poiché costituivano un unico regno proprio prima dell’invasione assira. L’Egitto fu sotto il controllo dell’Etiopia dal 728 a.C. circa fino alla conquista dell’Egitto da parte di Esarhaddon d’Assiria nel 671 a.C. Gli etiopi tentarono di ribellarsi intorno al 664 a.C., ma furono sconfitti. Sofonia scrisse tra il 630 e il 612 a.C. circa.

D: In Sofonia 2:14, cosa c’è di appropriato riguardo ai greggi?

R: L’Assiria era una nazione in cui vivevano gli eserciti; aveva troppa gente per potersi mantenere solo con l’agricoltura. Anche in futuro vi abiteranno degli eserciti; eserciti di pecore e di bovini, per l’appunto.

D: In Sofonia 2:14, qual è il significato della menzione dei gufi?

R: Di notte, quando non ci sono persone in giro, accadono molte cose. La terra non sarà deserta; potrebbero esserci molte attività per quanto riguarda la fauna selvatica, ma gli esseri umani non ne faranno parte. La parola ebraica qol (“richiami” nella BSB) significa “voce”.

D: In Sofonia 2:8-15, in che modo l’orgoglio di Moab e di Ammon differiva da quello dell’Assiria?

R: H.A. Ironside sottolinea le pretese di queste nazioni malvagie. L’Assiria era una nazione militarmente imponente; Moab e Ammon non lo furono mai. L’Assiria aveva qualcosa di cui pensava di poter andare fiera, sebbene in modo malvagio e perverso. Moab e Ammon non avevano nulla di cui andare fieri, ma lo erano comunque. Sofonia 2:15 dice che la gente avrebbe fischiato e agitato i pugni contro l’Assiria. Non lo avrebbero fatto altrettanto nei confronti di Moab e Ammon.

D: In Sofonia 2:15, qual è il significato di questa descrizione?

R: Non si tratta semplicemente del fatto che sia un luogo desolato per le bestie selvagge. Piuttosto, è il contrasto tra l’antica città affollata e il luogo desolato del futuro.

D: In Sofonia 2:4-15, perché le persone sono pronte e desiderose di vedere il male negli altri, ma non in se stesse?

R: Questo è forse uno dei tanti e vari aspetti della nostra natura decaduta. Molti sono ciechi, a volte volontariamente, nei confronti dei peccati e dell’egoismo presenti in se stessi e nei propri figli. Eppure non solo individuano rapidamente molti difetti reali negli altri, ma a volte vedono anche cose negative che in realtà non ci sono, o che non sono presenti nella misura in cui credono. Gesù parlò di togliere la trave dal proprio occhio prima di cercare di rimuovere la pagliuzza da quello di qualcun altro in Matteo 7:3-5 e Luca 6:41-42.

D: In Sofonia 3:1-2, qual è il rapporto tra l’essere un oppressore, il non accettare la correzione e il non confidare nel Signore?

R: Questi erano i tre peccati di Gerusalemme contro cui Zefania si scagliava. I versetti 3-4 lo spiegano più dettagliatamente. Le persone possono opprimere per almeno tre ragioni: sono arroganti, non vogliono essere subordinate a nessuno e temono che, se smettessero, verrebbero oppresse a loro volta, proprio come hanno oppresso gli altri. Una persona potrebbe voler essere il capo di se stessa, proprio per non dover accettare correzioni da nessun altro.

D: In Sofonia 3:5, 11, 19, perché Sofonia sottolinea la vergogna?

R: Si dice che molte società occidentali siano società «basate sulla verità», almeno prima del postmodernismo. Ma molte società orientali, comprese quelle del Medio Oriente, dell’India e dell’Asia orientale, sono società «basate sull’onore e sulla vergogna». Alcune persone sono più preoccupate di avere ragione o di conoscere la verità che di essere persone onorevoli. Altre invece si preoccupano di più di essere persone onorevoli piuttosto che di avere ragione, o persino di combattere dalla parte giusta. Sofonia sottolinea l’onore anziché la vergogna in Sofonia 3:19.

D: In Sofonia 3:2,7, su quali aspetti Dio si aspettava che accettassero la correzione?

R: Sofonia 3:1 dice che opprimevano gli altri, erano ribelli ed erano contaminati.

Opprimevano gli altri, specialmente i loro governanti in Sofonia 3:3-4. A volte anche i leader religiosi, per via della loro posizione, opprimono gli altri. A volte le persone non pensano affatto agli altri.

Erano ribelli in quanto non accettavano alcuna correzione e non obbedivano a nessuno (Sofonia 3:2). A volte una persona non obbedisce a certe persone che non rispetta; tuttavia qui si dice che non obbedivano a nessuno.

Erano contaminati in quanto, anziché avvicinarsi a Dio (Sofonia 3:2), il loro avvicinarsi al santuario non faceva che profanarlo (Sofonia 3:4b).

D: In Sofonia 3:2,7, perché Dio si aspettava che Lo temessero e accettassero la correzione?

R: Anche se non avevano lo Spirito Santo dentro di sé, e anche se alcuni di loro forse non avevano ricevuto un’istruzione divina, conoscevano comunque qualcosa di Dio per natura e grazie alla verità di cui disponevano. Avevano ancora la loro coscienza. Qui c’è un senso di «dovere»: avrebbero dovuto fare alcune cose che non fecero, e non fare alcune cose che invece fecero.

D: In Sofonia 3:2,7, perché alcune persone, anche quelle malvagie, accettano la correzione, mentre altre no?

R: Se c’è qualcosa che sembra allettante da fare, persone diverse potrebbero considerarla in almeno quattro modi diversi.

Rischio: Alcuni potrebbero valutare quanto sia allettante l’azione, bilanciandola con la gravità e la probabilità (spesso giudicata in base alla frequenza) di essere scoperti. Potrebbero anche considerare l’urgenza dell’azione (offerta valida solo oggi) e quanto desiderino crederci. D’altra parte, alcuni sono spericolati, nel senso che non si preoccupano nemmeno di pensare alle possibili conseguenze negative.

Gestione del peccato: Alcuni potrebbero voler essere «un po’ cattivi e un po’ buoni». Non troppo cattivi, ma pensano che un po’ vada bene purché non si esageri. Si diceva che Robin Hood rubasse ai ricchi per dare ai poveri. Rubare di per sé è sbagliato, e se si derubano le persone, Dio non è affatto impressionato dal fatto di dare agli altri una parte di ricchezza che non ti è mai appartenuta in primo luogo.

Bloccare il desiderio di peccare: alcuni potrebbero voler commettere il peccato, ma qualcosa, come il rischio di essere scoperti o la consapevolezza delle possibili conseguenze future, li fermerà. Conosco un ateo che non si sarebbe mai ubriacato, né tantomeno avrebbe bevuto. Era un fondista e non avrebbe commesso il peccato di ubriacarsi perché voleva mantenersi in forma. Conosco un altro studente universitario non religioso che non avrebbe mai fatto sesso prima del matrimonio. Voleva davvero che sua moglie fosse vergine prima di sposarsi e pensava che, affinché ciò accadesse, anche lui avrebbe dovuto esserlo. Conosco un fumatore incallito che, quando fu congedato dall’esercito, ricevette le sue radiografie ai polmoni e gli fu detto di portarle a un altro ufficio. Diede un’occhiata e vide che erano tutte nere. Così, gettò via le sigarette lì, in quel momento, e non fumò mai più. Non sapeva che quelle radiografie fossero sovraesposte. Il punto è che le persone possono decidere di non commettere certi peccati per ragioni che non hanno nulla a che vedere con Dio.

Il desiderio di compiacere Dio: a volte, quando qualcosa può sembrare allettante, un cristiano può ricordarsi che Dio lo sta osservando, ricordarsi quanto Dio lo ama e quanto ha fatto per lui, e di conseguenza non cerca di commettere quel peccato per un semplice motivo: semplicemente non vuole farlo.

D: In Sofonia 3:8, perché Dio dice alle persone di «aspettarlo»?

R: Sebbene dovremmo attendere pazientemente Dio, non è affatto questo il significato di questo versetto.

In Sofonia 3:8, quando Dio dice ai malfattori di «aspettarmi», sta usando l’ironia. In altre parole, quando le persone commettono violenze contro il popolo di Dio, Dio sta dicendo: «State tranquilli, vi darò la caccia».

D: In Sofonia 3:8-13, c’è qualche prova che questa sezione abbia avuto un autore diverso dal resto del libro di Sofonia?

R: No. Questa affermazione si basava esclusivamente sul fatto che Sofonia 3:8-13 fosse un messaggio di speranza, mentre il resto parla di giudizio.

D: In Sofonia 3:9, cosa significa che Dio «restituirà labbra pure ai popoli»?

R: Significa purificare le labbra del popolo. Non si riferisce a una lingua particolare, come il greco o l’ebraico, ma piuttosto all’uso di un linguaggio corretto e devoto in qualsiasi lingua.

D: In Sofonia 3:13-16, questa profezia su Gerusalemme si è già avverata?

R: No, non si è ancora avverata. Si avvererà durante il Millennio, come descritto in Apocalisse 20:4-5, e quando la Nuova Gerusalemme scenderà, come descritto in Apocalisse 21:2.

D: In Sofonia 3:15, quando Gerusalemme non «temerà più alcun male»?

R: Gli ultimi versetti dei profeti minori parlano del futuro giudizio di Dio e/o del Millennio, e Sofonia non fa eccezione. Si parla del tempo successivo alla tribolazione, dopo che Dio avrà radunato tutte le nazioni e sarà venuto in potenza (Sofonia 3:8). Tuttavia, gli ebrei possono sapere che, una volta che Dio avrà eliminato tutti i loro nemici (Sofonia 3:15), non temeranno più alcun male.

D: In Sofonia 3:15-20, cosa promette Dio a un popolo afflitto e colpevole? Cos’altro promette Dio?

R: Dio promette la Sua protezione, affinché ciò non accada mai più al popolo eletto di Dio. Naturalmente, alcune persone si interrogano sulle promesse di Dio alla luce dell’Olocausto. Alcuni hanno concluso che il fatto che Dio non li stia proteggendo dal genocidio significhi che Egli non consideri più gli ebrei il Suo popolo eletto. Ma a prescindere dalla teologia alla base del male che è accaduto allora, Apocalisse 7:5-8 ci assicura che il popolo ebraico occupa un posto speciale nella volontà di Dio per il futuro.

Ma ancora più importante della protezione di Dio è la Sua promessa di presenza. Egli sarà con il Suo popolo eletto; anche se ci saranno ancora prove da affrontare, Dio ci aiuterà a superarle.

D: In Sofonia 3:17, come si coltiva la tenerezza verso Dio?

R: Prova stupore e riverenza verso Dio, desidera avvicinarti a Lui e poi trascorri del tempo con Lui nella preghiera e nella Parola. Ecco quattro aspetti.

Respirazione spirituale: sii in costante preghiera con Dio mentre svolgi le attività quotidiane.

Dedica del tempo di qualità esclusivamente a Dio: ritagliati ogni giorno un po’ di tempo, ad esempio al mattino, per concentrarti unicamente su Dio attraverso lo studio della Bibbia, la preghiera e la meditazione su di Lui.

Condividi la comunione con altri credenti, individualmente o in piccoli gruppi.

Adorazione in gruppi più numerosi, ad esempio la domenica mattina.

D: In Sofonia 3:19, cosa significa che Dio «salverà gli zoppi e radunerà i dispersi» (gli emarginati/i cacciati)?

R: Alcuni animali erano considerati così inferiori che non era auspicabile tenerli nel gregge. Se non valevano nemmeno la pena di essere uccisi per il cibo (a causa delle dimensioni o del timore di malattie), i pastori non potevano fare altro che scacciarli. Qui Dio promette che, per quanto si possano sentire inutili, in quel momento Dio li porterà nel Suo gregge.

D: Nel libro di Sofonia, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?

A: Rotoli del Mar Morto (circa 1 a.C.): Tra i Rotoli del Mar Morto sono presenti due copie del libro di Sofonia. Sono contrassegnate con i numeri 4Q77 (=4QXIIb) e 4Q78 (=4QXIIc). Esiste inoltre un commento al libro di Sofonia denominato 1Q15 (=1QpZeph).

Il 4Q77 contiene Sofonia 1,1-2; 2,13-15; 3,19-20

Il 4Q78 contiene Sofonia 2:15; 3:1-2.

Nahal Hever è una grotta nei pressi di Engedi che custodisce un frammento dei profeti minori in greco (8 Hev XIIgr). È stato scritto tra il 50 a.C. e il 50 d.C. È stato nascosto durante la rivolta di Bar Kokhba contro Roma. Si tratta di una revisione della Settanta, realizzata in Giudea, e quasi identica al testo masoretico. 8 Hev XIIgr contiene Sofonia 1:1-6,13-18; 2:9-10; 3:6-7

Il rotolo di Wadi Murabba’at (Mur XII) risale al 132 d.C. circa. Contiene Sofonia 1:1,11-18; 2:1-15; 3:1-6,8-20 oltre ad altri profeti minori.

Complessivamente, nei rotoli del Mar Morto, a Nahal Hever e a Wadi Murabba’at sono conservati i seguenti 49 versetti su un totale di 53 versetti di Sofonia (92,5%): 1:1-6,11-18; 2:1-15; 3:1-20. In altre parole, contengono almeno parti di ogni versetto di Sofonia tranne 1:7-10. Per ulteriori dettagli, si veda *Il significato dei Rotoli del Mar Morto*.

I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso il libro di Sofonia. Due di questi sono il Vaticanus (325-350 d.C.) e l’Alexandrinus (circa 450 d.C.), in cui i libri dei dodici Profeti Minori erano collocati prima di Isaia. Il libro di Sofonia è completo sia nel Vaticanus che nell’Alexandrinus.

Anche il Sinaitico (340-350 d.C.) contiene l’intero libro di Sofonia. Inizia sulla stessa pagina in cui termina Abacuc. Termina in fondo a una pagina, e la pagina successiva è quella in cui inizia Aggeo.

D: Quali autori antichi fecero riferimento a Sofonia?

R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti di Sofonia sono:

La Lettera di Barnaba (70-130 d.C. circa), cap. 11, p. 144, allude a Sofonia 3:19 dicendo: «il profeta dice».

Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) (implicitamente) menziona l’«Antico Testamento» ed elenca i libri. Non elenca singolarmente i dodici profeti minori, ma li chiama «I Dodici». Frammento 4 dal Libro degli Estratti, vol. 8, p. 759

Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.) cita Sofonia 1:18 come «lo Spirito profetizza per mezzo di Sofonia»; *L’Istruttore*, libro 2, cap. 13, p. 269

Origene (225-254 d.C.) cita Sofonia 3,7-13 come «il seguente passo di Sofonia». *Contro Celso*, libro 8, cap. 72, p. 667

Il *Trattato contro Novaziano* (circa 248-258 d.C.), cap. 6, p. 659, cita Sofonia 1,1-3 dalla Settanta.

Cipriano di Cartagine (circa 246-258 d.C.) cita «Sofonia» nel Trattato 12, terzo libro, cap. 61, p. 550.

Dopo Nicea (325 d.C.)

Atanasio di Alessandria (367 d.C.) (implicito poiché menziona i dodici profeti): «Vi sono, dunque, nell’Antico Testamento, ventidue libri in numero; … poi i Profeti, i dodici dei quali sono considerati come un unico libro…». Lettera pasquale di Atanasio n. 39, cap. 4, p. 552.

Efraem il Siro (350-378 d.C.) allude a Osea 4,3 e Sofonia 1,3: «A questi tumulti si agitarono i pesci nel mare, e anche il Leviatano». L’Inno della Perla, 1, n. 3, p. 294

Cirillo di Gerusalemme (ca. 349-385 d.C.) cita Sofonia 3,7 dalla Settanta come opera di Sofonia. «Lezioni catechetiche», Lezione 14, n. 6, p. 95

Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, discute della Genesi, dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri, del Deuteronomio, del Pentateuco, di Giobbe, di Gesù figlio di Nave [Giosuè], dei Giudici, di Ruth, di Samuele e dei Re (2 libri), dei dodici profeti, di Osea, di Gioele, di Amos, di Abdia, di Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia nella Lettera 53, cap. 7-8, pp. 99-101.

Agostino di Ippona (388-430 d.C.) cita Sofonia 3:8; 2:11; 3:9-12 come opera di Sofonia in *La Città di Dio*, libro 18, cap. 33, pag. 380. Egli menziona anche Abdia, Naum e Abacuc in *La Città di Dio*, libro 18, cap. 31, pag. 377.

Il semi-pelagiano Giovanni Cassiano (419-430 d.C.)

Tra gli eretici e i libri apocrifi

L’eretico pelagiano Teodoro di Mopsuestia (392-423/429 d.C.)

D: Nel libro di Sofonia, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?

R: Qualcuno una volta ha detto che la traduzione della Settanta di Sofonia era buona ma non eccezionale, un po’ come quella di uno studente di lingue al quarto anno. Concentrandoci principalmente sul capitolo 1, la prima alternativa è il testo masoretico, la seconda è la Settanta, salvo diversa indicazione.

Sof 1:2 «Li strapperò via tutti completamente» vs. «Che vi sia una totale distruzione»

Sof 1:3 «ostacoli / cumuli di macerie» (testo masoretico) vs. (assente) (Settanta)

Sof 1:3 «strappare» contro «essere sterminati» (2 volte)

Sof 1:4 «resto di Baal» vs. «nome di Baal»

Sof 1:4 «idolatri/pagani [e i] sacerdoti» contro «nomi dei sacerdoti» (Settanta)

Sof 1:5 «inchinarsi» contro «adorare»

Sof 1:5 “Malcom” (testo masoretico) contro “Milcom” (Septuaginta, siriaco, Vulgata)

Sof 1:6 «ritirarsi» contro «deviare»

Sof 1:7 «tacere» contro «temere»

Sof 1:7 «gli eletti» contro «gli ospiti»

Sof 1:8 «visitare» contro «vendicarsi apertamente»

Sof 1:9 «coloro che saltano sulla soglia» contro «portici»

Sofonia 1:9 «violenza» vs. «empietà»

Sofonia 1:10 «porta dei pesci» contro «porta degli uccisori»

Sofonia 1:11 «Maktesh» contro «coloro che»

Sofonia 1:11 «coloro che portano argento» contro «coloro che sono esaltati dall’argento»

Sofonia 1:12 «si sono adagiati sulle loro fecce» contro «hanno disprezzato le cose loro affidate»

Sof 1:14 «l’uomo forte griderà amaramente là» contro «è reso amaro e aspro».

Sof 1:15 «oscurità e tenebre» contro «tenebre e oscurità»

Sof 2:2 «prima che nasca un decreto, come la pula un giorno è passato» contro «prima che voi (plurale) diventiate come il fiore che passa» (Settanta)

Sof 2:14 «nazione» contro «animale selvatico» (Targum), contro «bestie selvagge» (Settanta)

Sof 2:14 «una voce ulula» contro «il gufo gracchia»

Sof 2:14 «la desolazione gracchia» contro «il corvo gracchia»

Sof 3:1 «oppressivo» (Masoretico) contro «colomba» (Settanta, Teodoro di Mopsuestia, Commento a Sofonia, cap. 3, p. 300)

Sof 3:7 «Certamente essa» vs. «Certamente la città»

Sof 3:7 «la sua dimora non sarà distrutta» vs. «non perderà di vista» (Settanta, siriaco)

Sof 3:8 «si leverà per saccheggiare» (Masoretico) contro «si alzerà per testimoniare» (Settanta e siriaco) vs. «il giorno della Mia rivelazione per il giudizio» (Targum) vs. «per il giorno della Mia risurrezione che verrà» (Vulgata) (L’Expositor’s Bible Commentary, vol. 7, p. 559, afferma che in ebraico le consonanti per «saccheggiare» e «testimoniare» sono le stesse. L’originale ebraico non conteneva vocali.)

Sof 3:15 «non vedrete più il disastro» (manoscritti ebraici) vs. «non temete più» (Settanta, Bg. (= edizione 1524-1525 dell’Antico Testamento ebraico pubblicata da Daniel Bomberg), Masoretico, Vulgata)

Sof 3:17 «egli tacerà nel suo amore» contro «egli vi rinnoverà nel suo amore» (Settanta, siriaco)

Sof 3:18 «Io vi libererò» contro «radunerò i vostri afflitti» (Settanta)

Bibliografia relativa a questa domanda: la traduzione ebraica è tratta da *Literal Translation* di Jay P. Green, mentre la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di *The Septuagint: Greek and English*. Sono stati utilizzati anche *The Expositor’s Bible Commentary* e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte da *The Holy Bible, Berean Standard Bible* (BSB), che è stata dedicata al pubblico dominio: https://berean.bible